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Cimiteri notevoli del Goriziano - escursione di una giornata

I cimiteri sono tra le testimonianze più significative dell’eredità storica di un territorio. Nel Goriziano, una regione di passaggio tra Stati, lingue e sistemi politici, raccontano la storia del mondo asburgico e di un re francese in esilio, della Prima guerra mondiale, del fascismo, della Resistenza, della divisione del dopoguerra, della nascita di Nova Gorica e delle comunità che un tempo contribuirono a formare la Gorizia multietnica.

Questa escursione di una giornata collega diverse tipologie di cimiteri e luoghi della memoria che, nel loro insieme, raccontano la storia del Goriziano. Attraverso questi luoghi seguiamo il crollo di un impero, due guerre mondiali, il fascismo, la Resistenza, la nascita di un nuovo confine e di una nuova città, nonché i diversi modi di costruire la memoria storica. Non è soltanto una storia della morte, ma soprattutto una riflessione su come Stati, regimi e comunità diversi scelgano chi ricordare – e in che modo.

 

Kostanjevica: la tomba dei ultimi Borbone

Iniziamo la giornata sopra Nova Gorica, nel monastero francescano di Kostanjevica. Nella sua cripta è sepolto Carlo X (1757–1836), ultimo re di Francia della dinastia dei Borbone, insieme ad altri membri della sua famiglia. La tomba è conosciuta anche come il «piccolo Saint-Denis», poiché Carlo X è l’unico re di Francia sepolto fuori dalla Francia e l’unico re sepolto nell’attuale territorio della Slovenia.

Attraverso la storia della famiglia reale francese in esilio conosciamo Gorizia come parte del mondo asburgico e, più in generale, mitteleuropeo – una città che, grazie al clima, alla presenza dell’aristocrazia e alla cultura borghese, era conosciuta come la «Nizza austriaca». Un mondo che la Prima guerra mondiale avrebbe profondamente trasformato.

A Kostanjevica è prevista una visita guidata di un’ora condotta da una guida locale.

 

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Ossario militare di Oslavia

Sulle alture sopra Gorizia sorge il monumentale ossario che conserva i resti di quasi 60.000 soldati della Prima guerra mondiale. Ma Oslavia non è soltanto un monumento ai caduti.

L’ossario fu inaugurato nel 1938, durante il regime fascista. Attraverso la sua architettura e la sua storia possiamo quindi osservare anche il modo in cui il fascismo trasformò la memoria della Prima guerra mondiale in una narrazione monumentale del sacrificio italiano, della vittoria e del territorio nazionale.

Qui la storia della Gorizia asburgica passa attraverso la Prima guerra mondiale, la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico, l’annessione del Goriziano all’Italia e il periodo fascista. La guerra diventa anche uno strumento di propaganda politica.

 

Parco memoriale del IX Corpo a Trnovo

Da Oslavia saliamo sull’Altopiano di Trnovo, una delle aree principali dell’attività partigiana nel Goriziano durante la Seconda guerra mondiale. La violenza fascista e l’italianizzazione sistematica della popolazione slovena generarono una forte resistenza. Alla fine del 1943, nel Litorale sloveno settentrionale si costituì il IX Corpo, la principale formazione militare partigiana attiva in quest’area, che alla fine della guerra partecipò anche alle operazioni verso Gorizia e Trieste.

Sul Kobilnik, presso Trnovo, si trova la tomba di 256 combattenti caduti del IX Corpo, progettata da Edvard Ravnikar e inaugurata nel 1958. Se Oslavia mostra la monumentalizzazione fascista della memoria della Prima guerra mondiale, Trnovo mostra come la Jugoslavia socialista costruì la memoria della lotta partigiana e della vittoria sul fascismo.

 

L’antico cimitero di Gorizia e la nascita di Nova Gorica

Dall’Altopiano di Trnovo scendiamo a Nova Gorica, entrando nel successivo grande capitolo della storia del Goriziano.

Nel 1880, nell’area dell’attuale centro di Nova Gorica fu aperto il cimitero municipale di Gorizia, nel quale si ritiene siano state sepolte circa 28.000 persone. A causa del fronte dell’Isonzo fu chiuso nel 1916 e, dopo la Prima guerra mondiale, Gorizia ebbe un nuovo cimitero in un’altra zona.

Per una serie di circostanze, dopo la divisione del 1947 fu proprio quest’area a essere scelta per la costruzione della nuova città. Oggi tre lapidi conservate ricordano ancora il passato del luogo.

Proseguendo attraverso Rožna Dolina e Gorizia visitiamo il cimitero ebraico, oggi il più grande cimitero ebraico della Slovenia e testimonianza della numerosa e importante comunità ebraica che un tempo viveva a Gorizia, e l’attuale cimitero municipale di Gorizia, che dopo la Prima guerra mondiale sostituì il vecchio cimitero situato nell’area dell’odierna Nova Gorica.

 

Il cimitero di Miren

Concludiamo l’escursione a Miren, dove il tracciamento dei confini di Stato diventa qualcosa di straordinariamente concreto.

Dopo la divisione del dopoguerra, il confine tra Jugoslavia e Italia passava direttamente attraverso il cimitero e le tombe. I familiari non potevano quindi sempre accedere liberamente alle tombe dei propri cari. Soltanto nel 1976, con gli Accordi di Osimo, il confine tra i due Stati fu definitivamente regolato e spostato ai margini del cimitero.

Dopo una giornata di storie sull’impero, le guerre mondiali, il fascismo, la Resistenza, i nuovi Stati e la nascita di una nuova città, qui la grande politica si riduce a pochi metri di terra.

Un confine non divide soltanto un territorio. Può entrare nella vita quotidiana, nelle famiglie, nella memoria – e persino nel rapporto delle persone con i propri morti.

Proprio per questo Miren rappresenta la conclusione naturale del nostro percorso attraverso i cimiteri storici del Goriziano.



Visite aggiuntive per un programma più lungo o più intenso

A seconda degli interessi, della mobilità del gruppo e del tempo disponibile, una versione più lunga o più intensa dell’escursione può essere completata con la visita ad altri cimiteri e luoghi della memoria.

Cimitero militare austro-ungarico di Solkan
Un piccolo cimitero militare lungo l’Isonzo, dove sono sepolti soprattutto soldati dell’esercito austro-ungarico, tra cui numerosi ungheresi; successivamente vi furono trasferiti anche i resti di soldati di altre nazionalità. La tappa è particolarmente interessante come contrasto con il monumentale ossario di Oslavia: invece di una monumentalizzazione nazionale della memoria plasmata dal fascismo, offre una testimonianza più diretta dell’esercito multinazionale dell’impero che si dissolse durante la Prima guerra mondiale. È particolarmente indicata per i gruppi maggiormente interessati al fronte dell’Isonzo e alla Prima guerra mondiale.

Foiba / voragine di Zalesnik
La voragine di Zalesnik è legata alle esecuzioni extragiudiziali del dopoguerra e costituisce un’aggiunta particolarmente significativa alla visita del Parco memoriale del IX Corpo a Trnovo. Se Trnovo racconta la Resistenza antifascista, la lotta partigiana e la vittoria sul fascismo, Zalesnik apre anche la questione della violenza successiva alla presa del potere e delle rese dei conti del dopoguerra. Proprio per il loro diretto legame tematico, i due luoghi costituiscono insieme uno dei nuclei più forti dell’escursione. La visita richiede un tratto a piedi nel bosco ed è quindi indicata soprattutto per gruppi con una buona mobilità e in condizioni meteorologiche adeguate.

Cimitero di Nova Gorica a Stara Gora
Nova Gorica ebbe il proprio cimitero municipale soltanto nel 1977. Fu progettato dall’architetto paesaggista Dušan Ogrin sul modello dei cimiteri dell’Europa settentrionale, come uno spazio verde e paesaggistico, con lapidi basse e inizialmente più uniformi. La tappa apre un’interessante questione legata allo sviluppo della nuova città: come una città senza una lunga storia acquisisce progressivamente le proprie generazioni, i propri morti e un proprio luogo della memoria. La visita è particolarmente indicata per i gruppi interessati all’urbanistica, all’architettura del paesaggio e a Nova Gorica come città nuova pianificata, poiché il senso della tappa risiede proprio nel percorrere e osservare la struttura del cimitero.




Informazioni pratiche

L’escursione è guidata da Blaž P. Kosovel, ricercatore, redattore e autore della guida Nova Gorica – una nuova città sul confine e dell’Archivio digitale di Nova Gorica che state consultando in questo momento.

Durata: escursione di una giornata

Percorso a piedi: prevalentemente in piano

Programma: flessibile e adattabile alle preferenze e agli interessi del gruppo

Prezzo della visita guidata e dell’organizzazione dell’escursione: a partire da 350 € per gruppo, a seconda delle dimensioni del gruppo e delle esigenze specifiche

Costi aggiuntivi: ingresso e guida nel monastero di Kostanjevica (5-6 eur per persona) trasporto e pranzo

Maggiori informazioni sulla guida e autore dell’escursione

 

Contatti:
Blaž P. Kosovel
telefono: +386 41 521 268