Teatro in Nova Gorica
Il teatro è una delle principali istituzioni culturali di Nova Gorica; anche la collocazione dell’edificio in cui opera è centrale nel contesto urbano – proprio come era stato a lungo desiderato da coloro che hanno contribuito in modo decisivo al suo sviluppo. Tuttavia, sebbene l’edificio sia stato costruito solo negli anni Novanta del secolo scorso e il teatro professionale sia stato fondato nel 1969, l’attività teatrale nell’area goriziana (più ampia) ha origini molto più antiche.
Già in precedenza era vivace il movimento delle società di lettura, ma con la crescita della nuova città anche il lavoro di appassionati creatori si sviluppò da attività amatoriale a semi-professionale – e poi professionale – nel Primorsko dramsko gledališče. Non si lasciò fermare da alcuna difficoltà, ad esempio da quelle legate agli spazi, con cui si confrontava in via Soška a Solkan, dove la piccola sala tremava ogni volta che passava un veicolo più grande. Nonostante le condizioni inadeguate, molti ricordano con affetto il fascino di quella casa che per anni offrì spazio al teatro.
Già a Solkan nacquero grandi produzioni che portarono l’istituzione di Nova Gorica sulla mappa teatrale slovena. La costruzione della nuova sede nel 1994 aprì ampiamente le porte a grandi imprese artistiche. Lo spettacolo inaugurale, la messa in scena del Krst pri Savici di Smole, sfruttò in modo consapevole le possibilità del nuovo palcoscenico e creò alcune immagini indelebili, come la fitta nevicata attraverso cui avanzava Radoš Bolčina nel ruolo di Črtomir.
L’edificio teatrale contribuì in modo significativo alla crescita artistica dell’istituzione. Subito dopo l’apertura nacquero diverse produzioni importanti; storicamente imprescindibile è certamente La cantatrice calva di Ionesco (1995), che offrì al pubblico non pochi momenti di divertimento grazie alla precisa resa di frasi banali. Divertì anche gli attori stessi, come Ivo Barišič, quando dopo una tournée a Buenos Aires qualcuno chiese della più anziana attrice, senza sapere di trovarsi davanti alla signora Smith. Tuttavia, il teatro di Nova Gorica non ebbe successo solo nell’ambito del teatro dell’assurdo, ma si distinse anche con messe in scena di altri testi drammatici, in cui si affermarono talenti già riconosciuti, come Bine Matoh nel ruolo complesso del protagonista della tragicommedia Amore del buon uomo di Barker (1995), oppure rappresentanti della generazione più giovane, come Ana Facchini agli inizi della sua carriera con una profonda interpretazione dell’angoscia di Hana nel dramma espressionista di Slavko Grum Evento nella città di Goga (2001).
I risultati, riconosciuti anche con premi, culminarono nel 2004 con l’ottenimento dello status nazionale; da allora il teatro porta il nome di Slovensko narodno gledališče Nova Gorica. Il cambiamento di nome avvenne quasi contemporaneamente all’espansione delle collaborazioni teatrali oltre i confini nazionali: come eco e tentativo di rilancio dell’un tempo vivace attività festivaliera – in particolare negli anni Settanta con il noto incontro Goriško srečanje malih odrov – nello stesso anno, in occasione dell’ingresso della Slovenia nell’Unione europea, si svolsero sotto il titolo comune Mej(ni) fest il festival Theatre Without Borders e il festival Teatri d’Europa: specchio dei popoli dispersi.
Lo SNG Nova Gorica si sviluppa anche in linea con le tendenze teatrali contemporanee: nei repertori trovano spazio progetti autoriali e le messe in scena, in spirito post-drammatico, si allontanano dai testi originali, adattandoli e riscrivendoli. Un esempio eccellente è la produzione 52 hertz (2022), realizzata dal gruppo della generazione più giovane di creatori, che ha concepito l’opera come un’esperienza teatrale particolare, utilizzando diversi spazi dell’edificio e dei dintorni, affrontando – subito dopo la pandemia di COVID-19 – temi come la morte, la solitudine e la disgregazione di una comunità.
Allo stesso tempo, il teatro di Nova Gorica coltiva alcune costanti identitarie, come la tendenza alla “primorskost” (carattere litoraneo) del repertorio, la messa in scena e la recitazione all’aperto – pratica da tempo radicata in una regione dal clima mediterraneo – e, dopo anni di impegno, questa possibilità si è concretizzata anche con la costruzione di un palcoscenico all’aperto dietro il teatro.
Prosegue inoltre in modo continuo il lavoro con i giovani: il gruppo teatrale amatoriale giovanile, oggi chiamato Mladi oder AMO, è attivo dal 1977 e rappresenta, nell’ambito delle istituzioni teatrali slovene, una forma unica di coinvolgimento creativo degli studenti delle scuole superiori. Da AMO sono emersi diversi nomi di rilievo del teatro; uno dei primi membri fu l’attore e cantautore Iztok Mlakar.
Avtor: Ana Perne