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Gli inizi dell’attività teatrale nel Goriziano

L’anno rivoluzionario 1848 fu fondamentale per lo sviluppo del teatro nelle terre slovene, poiché il risveglio delle nazioni rafforzò anche la consapevolezza dell’importanza della cultura. Nello stesso anno, a Gorizia fu fondata la Società di lettura slava, con l’obiettivo di «elevare la popolazione slava attraverso il percorso organico dell’autoeducazione e dell’istruzione nella lingua e nella letteratura slava».

La reazione assolutista controrivoluzionaria interruppe per alcuni anni questo processo di risveglio della coscienza nazionale. Con lo sviluppo del movimento delle società di lettura, si riattivò l’impegno per l’emancipazione della lingua slovena. Anche l’attività teatrale ricevette nuovo impulso, poiché i programmi delle società di lettura — le cosiddette bésede — dedicavano una parte significativa alla produzione drammatica. La prima società di lettura nel Goriziano fu fondata a Tolmino nel 1862. Nello stesso anno fu istituita la Società di lettura slovena a Gorizia con l’intento di diventare un «focolare nazionale, da cui si sarebbe diffuso, attraverso vie naturali e legittime, il calore spirituale della coscienza nazionale slovena nelle colline e nelle valli lungo l’Isonzo e il Vipacco».

Negli anni successivi, soprattutto dopo il 1867, sorsero numerose società di lettura nella regione. Una pubblicazione del 1868 sottolinea che «il nostro popolo progredisce notevolmente nella cultura, poiché non si stanca mai del canto corale, dei discorsi e delle declamazioni; soprattutto però apprezza le rappresentazioni teatrali.»

La Società di lettura di Gorizia operava inizialmente negli spazi della casa Stabil sul Travnik, mentre all’inizio del Novecento la comunità slovena ottenne nuovi locali nella Casa del commercio (Trgovski dom), costruita su progetto dell’architetto Maks Fabiani e inaugurata nel 1904; la sala teatrale fu completata l’anno successivo. L’associazione Narodna prosveta sviluppò con attenzione l’attività teatrale, invitando compagnie affermate e formando al contempo una nuova generazione di attori. Dopo la Prima guerra mondiale, la vita culturale ed economica riprese vigore, ma nel 1926 i fascisti devastarono gli spazi delle organizzazioni slovene e si insediarono nell’edificio, rinominando la sala teatrale, secondo la nuova denominazione della struttura, Sala Littorio.

Avtor: Ana Perne

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