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Antonio Lasciac

Anton Laščak (1856–1946), noto anche come Antonio Lasciac, nacque a Gorizia nel 1856 e, dopo gli studi a Vienna e un breve periodo di lavoro a Gorizia, nel 1882 si trasferì sull’altra sponda del Mediterraneo. Lì si affermò rapidamente come progettista di sontuosi palazzi per la ricca borghesia, ma anche di chiese, banche, compagnie assicurative e istituzioni pubbliche. Costruì in diversi stili architettonici dell’epoca, dal neobarocco e neorinascimentale fino alla secessione.

Dopo un breve periodo trascorso in Italia, tornò al Cairo, dove divenne architetto personale del principe Said Halim. I suoi committenti non furono più la borghesia, bensì l’aristocrazia, finché nel 1907 fu lo stesso sovrano a sceglierlo come architetto di corte, conferendogli il titolo di bey. Iniziňiò progettando grandi e imponenti palazzi in stile neobarocco, ma progressivamente sviluppò l’idea di un particolare “stile egiziano” con cui tutti gli abitanti potessero identificarsi.

In un’epoca in cui si puntava a modernizzare la capitale sul modello di Parigi, riuscì a convincere l’élite egiziana a non limitarsi a imitare l’Europa, ma a creare un proprio linguaggio architettonico. Questa sintesi tra architettura tradizionale mamelucca, secessione e tecniche costruttive moderne diede origine al cosiddetto stile neo-islamico. In questo stile completò nel 1914 anche la sua residenza privata sotto Rafut, nei pressi della natia Gorizia. Tuttavia vi abitò solo per poco tempo: poco dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale la villa fu distrutta e, anche dopo la successiva ricostruzione, gli servì solo brevemente come residenza. La villa rappresenta un unicum in questo stile in Slovenia e nei dintorni.

Avtor: Blaž Kosovel

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