Monte Sabotino
Il Sabotino con la scritta “Tito” a sinistra e il Monte Santo (Skalnica) con la chiesa a destra. ©Foto: Blaž Kosovel
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Il Sabotino con la caserma italiana a sinistra e la scritta “Tito” a destra ©Foto: Blaž Kosovel
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sullo sfondo a destra il Monte Santo (Skalnica) con la chiesa. Vista dalla stazione ferroviaria.
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La scritta “Naš Tito” un tempo ©Foto: Blaž Kosovel
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oggi, nello stesso punto, rimane soltanto “Tito”. ©Foto: Blaž Kosovel
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Questo monte di 609 metri segna l'ingresso alla valle dell'Isonzo, con il confine tra Slovenia e Italia che corre lungo la sua cresta. Prende il nome dalla chiesa di San Valentino, che un tempo sorgeva sulla cima orientale. La collina è nota soprattutto per la grande scritta "Tito", visibile sopra la città di giorno, e per le ex caserme italiane illuminate di notte con i colori della bandiera italiana.
L'ex caserma jugoslava ospita un piccolo museo del fronte dell'Isonzo (Šmaver 2), che offre visite guidate alle grotte sopra il fiume Isonzo. Queste grotte furono utilizzate dall'esercito italiano durante la guerra.
Questo colle di 609 metri è considerato il primo “portiere” naturale d’accesso alla valle dell’Isonzo; lungo la sua cresta corre il confine di Stato tra Slovenia e Italia. Il nome deriva dalla chiesetta di San Valentino, che un tempo sorgeva sulla cima orientale. Oggi il Sabotino è noto soprattutto per la grande scritta “Tito”, visibile sopra la città durante il giorno, e per la caserma italiana sotto la quale di notte si illuminano luci nei colori della bandiera italiana.
Nella ex caserma jugoslava è allestito un piccolo museo del fronte dell’Isonzo (Šmaver 2), da cui è possibile, con una guida, visitare anche le caverne utilizzate dall’esercito italiano durante la Prima guerra mondiale, con viste sulla valle dell’Isonzo. A causa dell’elevato numero di vittime sul fronte dell’Isonzo, il Sabotino ha assunto un forte valore simbolico per la parte italiana, come dimostra anche il gran numero di vie in tutta Italia intitolate a questo monte.
Ciò si rifletté anche nei negoziati per la definizione definitiva del confine nell’ambito degli Accordi di Osimo del 1975, durante i quali la parte italiana richiese una parte del Sabotino. Oggi il confine segue la cresta del colle, lungo la quale è stato realizzato anche un sentiero. In cambio, la parte jugoslava ottenne la possibilità di costruire la strada del Sabotino, o strada di Osimo, che ridusse notevolmente il collegamento con il Collio/Brda dal territorio nazionale, precedentemente possibile solo attraverso un lungo percorso via Plave. La strada fu inaugurata nel 1985.
Avtor: Blaž Kosovel
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